L’impatto del Covid19 sulle vendite online

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Il 2020 è stato un anno di cambiamento. L’emergenza sanitaria legata al Covid 19 ha stravolto completamente le nostre abitudini. Ci siamo ritrovati a fare cose che mai avremmo immaginato di dover fare, dall’uso della mascherina al distanziamento sociale. E poi per forza di cose tutti, chi per un motivo chi per un altro, ci siamo dovuti cimentare con la tecnologia. Basti pensare allo smart working, alla didattica a distanza, alle videochiamate con amici e parenti. Potremmo dire che è proprio grazie alla tecnologia che siamo riusciti a trovare un pò di “normalità” nella anormalità della situazione. 

Cosa è successo ai consumi? 

Con il lockdown tutto si è fermato. Fatta eccezione per i beni di prima necessità, tutte le altre attività commerciali sono state costrette a chiudere per mesi. A cosa ha portato questo? Ad intraprendere definitivamente la strada del digitale. Dovendo restare a casa infatti, le persone hanno iniziato ad avvicinarsi al commercio online per soddisfare i propri bisogni e questo ha portato al boom degli e-commerce.  Il trend di crescita delle vendite online non è stato però uguale per tutti i settori. Vediamoli nel dettaglio.

Spesa online

In tempo di lockdown le uniche uscite consentite avevano a che fare con l’acquisto di beni di prima necessità. In questo contesto molte persone, per evitare assembramenti ed esporsi al rischio, hanno optato per la spesa online. Le realtà con sistemi di logistica e piattaforme di vendita già operative hanno manifestato un’iniziale difficoltà. Si sono registrati rallentamenti dei siti, ritardi nelle consegne e tutta una serie di inconvenienti dovuti all’inaspettato aumento repentino della domanda. Chi invece non aveva a disposizione questi sistemi si è ingegnato, creando in poco tempo servizi dapprima non attivi come la consegna a domicilio. Diciamo che la reattività non è mancata: davanti a questi problemi le attività si sono impegnate a trovare soluzioni concrete ed efficienti per garantire la continuità dei loro servizi ai clienti. 

Articoli sportivi 

Come tutti sappiamo, con il lockdown sono rimaste chiuse anche le palestre e i centri sportivi. Chi per stile di vita, chi per cercare di contrastare la noia, ha provato a fare attività fisica direttamente a casa. Di conseguenza, sono aumentati gli acquisti online di articoli sportivi. Inoltre, intercettato questo bisogno, le palestre stesse hanno sfruttato la tecnologia, in particolare i social, per condividere allenamenti con i propri abbonati. Sono nate inoltre vere e proprie palestre totalmente digitali, come Buddyfit. 

Elettronica

Con l’arrivo dello smart working e della didattica a distanza, sono cresciuti gli acquisti di articoli di elettronica quali webcam, cuffie e monitor. Un rallentamento è stato registrato invece per gli acquisti di TV (-10,2%), smartphone (-6,7%), stampanti (-27%) e condizionatori (-27,4%). 

Abbigliamento

Nonostante l’incentivazione all’acquisto online, uno dei settori che ha registrato il maggior calo delle vendite è stato quello dell’abbigliamento, per diversi motivi. Facciamo un passo indietro ai primi giorni di lockdown: lo scenario che si presentava era drammatico, il virus era ancora poco conosciuto e stava colpendo migliaia di persone. In questo contesto, davanti all’incertezza futura, le persone hanno dato priorità ad altre cose, come l’acquisto di beni di prima necessità (lo confermano le immagini diventate virali dei supermercati presi d’assalto). Di conseguenza tutto il resto è diventato secondario. 

Inoltre, c’è da dire che rispetto ad altri settori, nella vendita online l’abbigliamento ha sempre “sofferto” per via della necessità delle persone di toccare con mano i capi e provarli prima di concludere un acquisto. 

Turismo

Il settore che più di tutti ha subito una battuta d’arresto è sicuramente quello turistico. In particolare l’Italia, che nel 2019 è stato uno dei Paesi più visitati al mondo con 94 milioni di turisti, è stata la più colpita. Nei primi undici mesi del 2020, infatti, si sono registrate 219 milioni di persone in meno negli esercizi ricettivi (-52,2%).

Cosa aspettarsi dal 2022?

Ora che passo dopo passo stiamo riconquistando la normalità, cosa succederà? Sicuramente il Covid 19 ha cambiato le nostre abitudini e i nostri bisogni, portando anche le attività più refrattarie ad aprirsi al mondo del digitale. Molti hanno scoperto la comodità di acquistare direttamente da casa, per cui viene da chiedersi che fine faranno i negozi fisici? A mio avviso la strada da percorrere deve essere l’omnicanalità, ossia l’integrazione tra online e offline. Anche se l’Italia, rispetto ad altri Paesi, ha faticato a digitalizzarsi, questo non vuol dire abbandonare l’offline. Con le riaperture le persone vogliono muoversi e tornare a fare shopping in presenza.

Di conseguenza, sarà necessario unire fisico e digitale in una esperienza unica e coerente, in grado di presentare il brand e i suoi prodotti in maniera lineare e interconnessa. È importante che ogni singola realtà adotti un approccio strategico di lungo periodo volto a garantire la propria presenza a 360°, sfruttando entrambi i canali: da una parte l’esperienza online tramite e-commerce, App e social media, dall’altra l’esperienza in negozio, quel contatto che per troppo tempo è venuto a mancare.